Storia della Farmacia

l'officina delle curiosità

6. Ostendere

di Pierangelo Lomagno

Sin dalle origini la farmacia e stata il luogo ove non solo si producevano i farmaci ma anche quello in cui essi erano venduti. Questa veste commerciale ha imposto alla bottega farmaceutica una ben precisa tipologia spaziale nella quale occupava un posto di rilievo il locale in cui i medicamenti erano riposti ed esposti per essere dispensati al pubblico. Tale locale era arredato con scaffali in cui venivano collocati vasi e scatole ed un bancone destinato ai rapporti diretti con i pazienti. La ricchezza e la bellezza di questi arredi erano ovviamente determinati dall’importanza della farmacia stessa, ma e logico pensare che essi fossero ovunque particolarmente curati in quanto costituivano l’immagine visibile della farmacia.

Parallelamente all’ evoluzione tecnica ed estetica dei vasi in ceramica assistiamo al perfezionamento ed all’arricchimento degli arredi. E’ evidente in molte farmacie il desiderio di costituire un complesso vasi-arredi stilisticamente coerente e di elevato impatto visivo, in modo che tutto quanto presente nel locale destinato al pubblico partecipasse ad infondere una sensazione di serietà professionale, eleganza ed agiatezza.

Magister Collinus (Colin), La bottega dello Speziale, affresco, fine XV inizi del XVI secolo, Aosta, Castello di Issogne. Nella bottega si potevano reperire anche formaggi, spugne e protesi. In basso a destra, al mortaio, un povero: manovalanza a basso costo, molto usata nel medioevo.

Non ci sono pervenute farmacie arredate completamente con mobili del XIV o XV secolo, ma dalle illustrazioni presenti in antichi
codici possiamo farci un’idea abbastanza precisa di come tali spezierie si presentassero al pubblico.
Maggiori dati abbiamo a partire dal Rinascimento e possiamo notare come le farmacie, almeno quelle importanti site in grandi citta quali Venezia, Firenze, Bologna, Napoli e Roma, oppure quelle di prestigiose strutture conventuali od ospedaliere, esibissero arredi di tale ricchezza e bellezza che ci riempiono di stupore ed ammirazione.
I locali destinati al pubblico si ingrandiscono di molto, si dotano di pavimenti preziosi, di pareti affrescate, gli scaffali ed i banconi sono impreziositi da opere scultoree di elevato livello che contornano e mettono in evidenza i grandi e preziosi vasi della Teriaca e del Mitridate ed i mortai più imponenti e pregevoli.

Splendido esempio di officina farmaceutica boema settecentesca. Museo della Farmacia di Jindřichův Hradec, Repubblica Ceca.

Splendido esempio di officina farmaceutica boema settecentesca. Museo della Farmacia di Jindřichův Hradec, Repubblica Ceca.

A partire dal XVII secolo la farmacia non è più solo il luogo in cui si possono acquistare i farmaci ma anche uno dei principali punti di ritrovo della buona società, per tale motivo il locale destinato al pubblico si amplia ulteriormente e si articola nella struttura offrendo anche zone e studioli separati in cui si potevano effettuare in riservatezza consulti sanitari o piacevoli conversari.

La bellezza ed importanza degli arredi delle farmacie raggiunge il culmine nel corso del XVIII secolo, in quello successivo, sia per le mutate condizioni sociali sia per la trasformazione che sta avvenendo nel mondo del farmaco, le farmacie incominciano a privilegiare la funzionalità nei confronti dell’ostentazione. Questa tendenza diventa sempre pia evidente durante la seconda meta del XIX secolo e la prima meta del XX.
Purtroppo in questo periodo assistiamo anche alla sistematica demolizione di moltissimi e pregevolissimi arredi di farmacia che vengono sacrificati sull’altare della funzionalità.

L’arredo delle farmacie decade, dal punto di vista del pregio e delle bellezza, in modo drammatico nei decenni centrali del XX secolo e gli espositori e le cassettiere estraibili soppiantano le opere degli antichi minusieri.
Fortunatamente, a partire degli anni ‘80 del secolo appena trascorso, anche in considerazione delle nuove funzioni che la farmacia sta assumendo, si e instaurata una nuova tendenza che riporta in auge l’aspetto estetico dei locali destinati al pubblico e non sono pochi gli esempi di moderne farmacie che uniscono ad una perfetta funzionalità degli arredi un aspetto particolarmente gradevole, con soluzioni estetiche di notevole livello.

Carpentras - Armadio della farmacia dell'Hôtel Dieu, XVIII-XIX sec.

Che cosa e rimasto degli antichi mobili?
Purtroppo poco.
Se si escludono alcune fortunate eccezioni, per lo più conventuali od ospedaliere, che mantengono intatto l’arredo dei secoli d’oro, è estremamente difficile reperire oggi farmacie che mantengano ancora in situ scaffali e mobili anche solo del XIX secolo.
Ciò e dovuto essenzialmente al fatto che l’arredo ha sempre avuto una funzione precisa ed importante nell’operatività delle farmacie, mutando, come e mutata la tipologia operativa dell’attività farmaceutica, gli antichi mobili sono diventati obsoleti e, a differenza di vasi e scatole che per il loro ridotto ingombro sono spesso rimasti in farmacia anche quando non avevano più alcuna funzione pratica, essi, vista la mole e l’impossibilita di utilizzarli altrimenti, hanno necessariamente preso la strada della demolizione o del riuso in realtà diverse dalla farmacia.

Imponente filtro chimico-meccanico, Farmacia Taquechel - Havana, Cuba

Molti scaffali ad esempio sono stati trasformati in librerie e non pochi banchi fanno ora bella mostra di se quali preziosi oggetti di arredamento in dimore private o in botteghe antiquarie.
Questa possibilità di riuso è stata peraltro provvidenziale perché ha fatto si che un certo numero di antichi mobili si salvasse e rimanesse a testimoniare della passata eleganza e ricchezza degli arredi farmaceutici.

Farmacia Art Nouveau, Barcellona

Questo elegante esempio di architettura in stile Art Nouveau si trova a Barcellona. Stride il confronto con i graffiti sulla serranda, segno della nostra "modernità"

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