La tradizione farmaceutica alpina e l'assise tridentina: l'invito al Convegno AISF
Le ragioni dell'assise: la tutela delle tradizioni nelle terre alpine
Nel marzo 2013, il presidente dell'Accademia Italiana di Storia della Farmacia (AISF), Antonio Corvi, indirizzava a tutti i soci la convocazione ufficiale per il Convegno Nazionale annuale, fissato a Trento dal 7 al 9 giugno dello stesso anno. L'appuntamento costituiva un momento fondamentale nella vita scientifica e istituzionale del sodalizio, motivato da una duplice direttrice: promuovere la conoscenza dell'Accademia nell'area trentina e sudtirolese e adempiere al rinnovo statutario del Consiglio di Reggenza.
La scelta del capoluogo trentino rispondeva a una precisa valenza storico-culturale. L'arco alpino orientale e le province adiacenti rappresentano storicamente un territorio di cerniera tra il mondo medico-farmaceutico italico e la tradizione mitteleuropea. In queste valli, la farmacia ha preservato nei secoli un peculiare radicamento territoriale, improntato alle rigorose normative sanitarie di derivazione principesco-vescovile e absburgica, alla custodia di antichi formulari magistrali e a una diffusa cultura della raccolta dei semplici montani.
Memoria urbana e archeologia farmaceutica: la testimonianza di Palazzo Gerloni
L'approdo dell'Accademia a Trento poneva al centro dell'attenzione la ricchezza, ma anche la vulnerabilità, del patrimonio storico-architettonico della città. Il tessuto urbano tridentino — dominato da piazza Duomo con la Fontana del Nettuno e dalle architetture sacre come la Chiesa dell'Annunziata — conserva traccia di una secolare rete di spezierie civiche e conventuali.
Emblematica a questo riguardo è la vicenda di Palazzo Gerloni: l'edificio, erroneamente identificato nella cartolistica degli anni Trenta del Novecento come casa natale del patriota Cesare Battisti, fu in realtà la sede storica di una delle più antiche farmacie di Trento. La segnalazione del suo stato di degrado e abbandono, sollevata in occasione dell'evento accademico, ha inteso richiamare la comunità scientifica e le istituzioni alla salvaguardia della cultura materiale e degli spazi fisici in cui si è articolata per generazioni la professione dello speziale.
Il rinnovo della Reggenza e il contributo della ricerca scientifica
Oltre agli adempimenti statutari legati alla regolarizzazione delle quote associative e all'elezione triennale dei membri del Consiglio di Reggenza — organo direttivo chiamato a tracciare le linee programmatiche dell'Accademia —, la circolare presidenziale invitava studiosi e ricercatori alla presentazione di memorie e comunicazioni scientifiche, anche a tema libero.
La tempestiva raccolta dei contributi era finalizzata alla pubblicazione preventiva dei titoli sul primo fascicolo annuale della rivista sociale (Atti e Memorie), con l'obiettivo di ampliare la partecipazione al convegno e qualificarne il profilo storiografico. L'organizzazione dei lavori vedeva la sinergia diretta tra la presidenza dell'Accademia con sede a Piacenza e la segreteria locale curata a Trento dallo storico e archivista Rodolfo Taiani, impegnato nel censimento e nella valorizzazione delle fonti sanitarie regionali.