Il sacro e l'arte farmaceutica: la mostra «I Santi e la Guarigione» a Bressanone
Agiografia e terapeutica: il connubio tra fede e cura del corpo
Nel percorso storico dell'arte sanitaria, la ricerca della guarigione non è mai stata un processo esclusivamente chimico o empirico, ma ha a lungo condiviso spazi, linguaggi e rituali con la dimensione spirituale. Nelle comunità dell'arco alpino e dell'area mitteleuropea, la richiesta di intercessione ai santi taumaturghi affiancava costantemente l'impiego dei preparati galenici e delle erbe officinali. Figure tutelari come i santi Cosma e Damiano — patroni di medici e speziali —, san Sebastiano e san Rocco — invocati contro le pestilenze —, o sant'Apollonia per le affezioni dentarie, scandivano la quotidianità delle spezierie e la vita domestica delle famiglie dedite all'arte farmaceutica.
La rassegna espositiva dell'Associazione «recipe!»
Nel novembre 2013 l'Associazione culturale recipe!, sodalizio nato per sostenere e valorizzare le collezioni del Museo della Farmacia di Bressanone (Pharmaziemuseum Brixen), ha promosso la mostra temporanea intitolata «I Santi e la Guarigione», allestita fino al maggio 2014. L'iniziativa si inseriva nel progetto tematico provinciale «1000+1 La storia negli oggetti», volto a interrogare la memoria collettiva attraverso la materialità di manufatti storici conservati nel territorio altoatesino.
Curata da Elisabeth e Oswald Peer, esponenti della storica famiglia di farmacisti che da generazioni custodisce l'officina brissinense, la rassegna ha inteso presentare una selezione di reperti inediti, finora rimasti riservati all'ambito privato e liturgico domestico.
Dalla cappella di famiglia al banco dello speziale
Il nucleo portante dell'esposizione ha visto il confronto diretto tra gli strumenti tipici della farmacia storica — mortai, bilance di precisione, albarelli, vetreria officinale e ricettari magistrali — e gli oggetti devozionali provenienti dalla cappella privata di famiglia e dall'uso casalingo. Reliquari, immagini votive, ex-voto e piccoli arredi sacri hanno testimoniato come la fede personale e la professione sanitaria fossero intimamente connesse nel vissuto dell'antico speziale.
L'accostamento ha evidenziato una prospettiva storiografica di grande rilievo: la devozione religiosa non costituiva un'alternativa all'operato scientifico, bensì un presidio spirituale parallelo, indispensabile per affrontare il mistero della malattia e i limiti della farmacopea dell'epoca. Gli oggetti esposti hanno così restituito la complessità antropologica della cura, dove la perizia tecnica del laboratorio trovava il proprio compimento etico nella protezione divina.
La salvaguardia della memoria farmaceutica a Bressanone
L'evento espositivo ha confermato il ruolo del Museo della Farmacia di Bressanone quale centro di riferimento per la divulgazione della cultura materiale sanitaria. Attraverso l'apertura delle proprie sale storiche e la continua rilettura del patrimonio custodito, l'istituzione brissinense offre agli studiosi e al pubblico una testimonianza tangibile dell'evoluzione secolare della professione farmaceutica nel contesto tirolese e mitteleuropeo.