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Il Museo Farmaceutico Emanuelli di Fossombrone: memorie e strumenti dell'officina galenica

Dalla preparazione magistrale alla dispensazione industriale

Nel corso del Novecento l'esercizio della professione farmaceutica ha subito una profonda mutazione strutturale. Per secoli il laboratorio galenico annesso alla bottega ha costituito il cuore operativo della farmacia: in questo spazio il professionista formulava e realizzava direttamente i medicamenti prescritti dal medico, spaziando dalle cartine alle pillole, dagli ovuli alle supposte, fino a fiale iniettabili, soluzioni, infusi, decotti, tinture e sciroppi.

L'officina tradizionale era caratterizzata da una complessa dotazione di apparecchiature: bollitori, bagnomaria, percolatori, capsule di evaporazione in porcellana, cannelli ferruminatori, storte per distillazione, autoclavi per la sterilizzazione a vapore e filtri in feltro o tela. Con la progressiva affermazione dell'industria chimico-farmaceutica e la standardizzazione delle specialità medicinali preconfezionate, la produzione magistrale ha ceduto il passo alla gestione logistica, alla dispensazione controllata, al monitoraggio terapeutico e all'informatizzazione del presidio sanitario.

Consapevole di questo passaggio epocale, il dottor Pietro Emanuelli avviò un'attenta opera di salvaguardia del patrimonio materiale della propria officina, raccogliendo e conservando arredi, recipienti, droghe vegetali e macchinari dismessi durante le successive fasi di ammodernamento della farmacia di famiglia.

La sede storica e la dinastia degli Emanuelli

La collezione è custodita all'ultimo piano di un palazzo settecentesco con soffitti affrescati situato a Fossombrone, in provincia di Pesaro e Urbino (Via Torricelli 20). Il percorso espositivo si articola in due sale allestite con mobilio, vetreria scientifica e strumentario per la maggior parte risalenti al XIX secolo.

L'origine della raccolta si intreccia con la storia di tre generazioni di speziali e farmacisti:

  • Ruggero Emanuelli: capostipite della dinastia, acquistò la farmacia storica attorno al 1860, all'indomani dell'Unità d'Italia. Giunse a gestire due presidi farmaceutici a Fossombrone e un laboratorio di produzione galenica le cui specialità ottennero prestigiosi riconoscimenti e medaglie al merito anche all'estero, in particolare in Svizzera;
  • Sebastiano Emanuelli: figlio di Ruggero, proseguì la gestione dell'attività paterna consolidandone la presenza territoriale;
  • Pietro Emanuelli (1917–1999): nipote di Ruggero e figlio di Sebastiano, curò l'ammodernamento dell'esercizio e fondò il museo privato per documentare l'evoluzione materiale della professione.

A testimonianza dell'identità visiva della bottega di inizio Novecento, è conservata nella collezione l'insegna originale in puro stile Liberty floreale recante il nome della famiglia Emanuelli.

La collezione: strumenti rari, pesi e apparecchiature scientifiche

La dotazione del museo presenta reperti di elevato valore documentario e scientifico, che illustrano le pratiche operative e analitiche dello speziale tra il XVII e il XX secolo:

  • Mortaio secentesco in lega d'argento: pregevole manufatto da banco del XVII secolo, finemente inciso e siglato dall'artefice, impiegato per la polverizzazione delle sostanze più delicate;
  • Torchio da estrazione del Seicento: massiccio apparato ligneo utilizzato per la spremitura a freddo dei semi e l'estrazione di oli grassi officinali, in particolare l'olio di ricino (oleum ricini) e l'olio di mandorle dolci (oleum amygdalarum);
  • Apparecchio in rame per la produzione di ossigeno: raro dispositivo ottocentesco che consentiva di generare ossigeno gassoso per via chimica mediante la reazione del biossido di manganese (pirolusite) con acido, convogliando il gas attraverso un beccuccio metallico in appositi otri di tela gommata destinati all'inalazione terapeutica;
  • Distillatore per alcool e vetreria di laboratorio: alambicco in rame per la rettificazione dell'etanolo, affiancato da storte in vetro borosilicato, pipette graduate, burette, cilindri, imbuti, filtri e bagnomaria;
  • Macinino officinale per semi di lino: strumento meccanico impiegato per la frantumazione estemporanea dei semi di lino, base essenziale per il confezionamento di cataplasmi ed emollienti;
  • Tariffario dello Stato Pontificio (1836): documento normativo ufficiale emanato sotto il pontificato di Gregorio XVI (1831–1846), che stabiliva i prezzi vincolanti delle droghe e delle preparazioni magistrali per le farmacie delle delegazioni pontificie;
  • Specialità industriali e materia medica: vasi in vetro scuro con etichettatura latina, scatole lignee per erbe e polveri, bilance a bracci uguali e bilancini di precisione, unitamente a confezioni originali di inizio Novecento tra cui spicca una scatola di Aspirina Bayer datata 1909;
  • Calcolatrice meccanica: dispositivo manuale a ruote dentate utilizzato dal farmacista per i conteggi stechiometrici dei dosaggi e la contabilità economica delle tariffe magistrali.

Profilo biografico di Pietro Emanuelli

Pietro Emanuelli nacque a Fossombrone il 27 gennaio 1917. Cresciuto a contatto diretto con il laboratorio di famiglia, dove apprese sin dalla giovinezza i rudimenti dell'arte galenica, conseguì la laurea in Farmacia presso l'Università degli Studi di Urbino.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale venne arruolato nel corpo degli Alpini, prendendo parte prima alle operazioni sul fronte greco-albanese e successivamente alla tragica campagna di Russia in forza alla Divisione Alpina "Julia" nell'ambito dell'ARMIR. Rientrato in Italia dopo tre anni di servizio al fronte, segnato da congelamenti agli arti inferiori e da una severa infezione amebica, trovò la farmacia di famiglia completamente saccheggiata durante le devastazioni belliche e l'occupazione nazifascista.

Nel dopoguerra ricostruì integralmente l'attività professionale a Fossombrone. Nel 1946 sposò Anna Miceli, la quale, dopo la nascita dei due figli, intraprese gli studi accademici laureandosi a sua volta in Farmacia a Urbino per affiancare il marito nella conduzione dell'officina. Pietro Emanuelli operò nella farmacia e nella cura della collezione storica fino alla scomparsa, avvenuta l'8 luglio 1999; l'eredità scientifica e documentaria della raccolta è stata successivamente preservata dalla consorte.