La scienza e la spada: il contributo dei farmacisti al Risorgimento e all'Unità d'Italia
Gli atti del convegno di Torino e le celebrazioni del Centocinquantenario
Nel 2011, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l'Accademia Italiana di Storia della Farmacia (AISF) ha promosso la pubblicazione del volume miscellaneo intitolato La scienza e la spada. I farmacisti e l'Unità d'Italia. L'opera, curata da Carlo Bagliani e composta da oltre duecento pagine, raccoglie gli atti e le venti relazioni scientifiche presentate durante il congresso nazionale svoltosi a Torino il 9 aprile 2011, prima capitale dello Stato unitario.
L'iniziativa editoriale intendeva colmare una lacuna storiografica, documentando in modo organico e attraverso fonti d'archivio primarie l'apporto offerto dal ceto farmaceutico alla causa nazionale, distinguendosi nel panorama associativo italiano per l'originalità e il rigore delle ricerche presentate.
Scienza e patriottismo: la duplice vocazione del farmacista risorgimentale
Il titolo dell'opera — La scienza e la spada — sintetizza la duplice dimensione, intellettuale e operativa, che caratterizzò i professionisti della salute nel corso dell'Ottocento risorgimentale:
- L'avanzamento scientifico e tecnologico: la padronanza della chimica, della tossicologia e della farmacognosia consentì ai farmacisti dell'epoca di innovare i processi di sintesi e purificazione dei principi attivi, contribuendo alla modernizzazione della farmacopea e all'ammodernamento dell'assistenza sanitaria;
- La partecipazione attiva ai moti unitari: numerosi speziali e docenti di chimica farmaceutica presero parte alle società segrete, alle cospirazioni carbonare, alle insurrezioni urbane e alle campagne militari garibaldine, coniugando l'attività di laboratorio con il sacrificio patriottico;
- L'assistenza sanitaria da campo: l'allestimento e la fornitura tempestiva di medicamenti, disinfettanti, bende e preparati galenici d'urgenza si rivelarono indispensabili per il supporto logistico alle truppe e per la cura dei feriti nei teatri bellici.
La farmacia come presidio di salute pubblica ed eredità deontologica
Dall'analisi delle memorie storiche emerge con chiarezza la funzione insostituibile esercitata dalla farmacia quale presidio permanente sul territorio, punto di riferimento fiduciario per la popolazione civile sia nei periodi di stabilità sia durante le emergenze epidemiche e belliche che accompagnarono la nascita del Regno d'Italia.
Come evidenziato dall'autore Carlo Bagliani, la memoria di questo percorso storico non risponde a intenti meramente celebrativi, ma offre al farmacista contemporaneo un modello di riferimento etico e professionale. La diffusione dell'opera presso gli Ordini provinciali, le istituzioni parlamentari e gli ambienti accademici ha rappresentato un'azione strategica di valorizzazione culturale, volta a ribadire la centralità sociale e sanitaria della professione nell'evoluzione del sistema sanitario nazionale.