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Il documentario BBC Victorian Pharmacy: l'evoluzione della farmacia nell'Inghilterra dell'Ottocento

La ricostruzione storica a Blists Hill: l'officina del 1837 e l'archeologia sperimentale

Nel panorama della divulgazione scientifica e storico-farmaceutica, la serie documentaristica in quattro episodi Victorian Pharmacy, prodotta e trasmessa da BBC Two nel 2010, costituisce un rilevante esempio di archeologia sperimentale applicata alla storia della sanità. Il progetto riproduce fedelmente l'operatività quotidiana di un'officina farmaceutica inglese a partire dal 1837, anno dell'ascesa al trono della regina Vittoria, documentando le trasformazioni della professione lungo l'arco del XIX secolo fino all'alba del Novecento.

L'officina è stata allestita presso Blists Hill Victorian Town, museo a cielo aperto situato a Madeley, nei pressi di Telford nello Shropshire, appartenente al circuito dei dieci siti museali dell'Ironbridge Gorge Museum Trust. Il percorso di rievocazione e analisi è condotto da un gruppo multidisciplinare composto dalla storica della cultura materiale Ruth Goodman, dal professor Nick Barber (docente di Practice and Policy of Pharmacy presso la School of Pharmacy della University of London) e dallo storico della medicina Tom Quick.

Tra tradizione secolare e chimica empirica: l'armamentario terapeutico d'inizio Ottocento

All'inizio del regno vittoriano la pratica terapeutica del chemist and druggist britannico rifletteva la coesistenza tra retaggi della medicina umorale tradizionale e le prime formulazioni chimiche moderne. L'officina fungeva sia da laboratorio di sintesi e dispensazione sia da presidio di primo soccorso per una popolazione rurale e operaia priva di copertura medica istituzionale.

Tra i preparati e gli strumenti documentati nel percorso storico figurano:

  • I presidi biologici e derivati animali: l'impiego sistematico delle sanguisughe officinali (Hirudo medicinalis) per la pratica del salasso locale, e l'allestimento di rimedi tradizionali come l'olio di lombrico (oleum lumbricorum), ottenuto per macerazione o digestione termica degli anellidi in olio vegetale per uso topico antiflogistico;
  • I fitofarmaci e gli oppiacei magistrali: la preparazione estemporanea di pozioni, tinture e sciroppi a base di Cannabis sativa e oppio (tra cui il laudano liquido e gli sciroppi calmanti pediatrici), rimedi largamente dispensati per lenire nevralgie, affezioni respiratorie e disturbi gastrointestinali in assenza di una stringente regolamentazione sui veleni;
  • I composti minerali e metallici: l'allestimento di pillole e polveri a base di calomelano (cloruro mercuroso), zolfo, composti di piombo e antimonio, utilizzati come purganti drastici, vermifughi e alterativi.

Innovazioni tecniche, igiene e scoperte nate nelle farmacie britanniche

L'evoluzione della farmacia vittoriana è stata contrassegnata da innovazioni tecnologiche e merceologiche destinate a oltrepassare i confini della disciplina medica, gettando le basi della moderna industria chimica e dei consumi:

  1. Presidi per la terapia inalatoria: sviluppo di inalatori termici e idroterapici per vapori balsamici (tra cui il celebre inalatore in ceramica brevettato dal medico e farmacista Nelson nel 1865), impiegati per veicolare sostanze volatili e carboliche nelle patologie polmonari croniche e nella tubercolosi;
  2. Antisepsi e disinfezione: formulazione di soluzioni e polveri igienizzanti a base di acido fenico (acido carbolico) e cloruro di calce, presidi fondamentali per il contenimento delle ricorrenti epidemie di colera e per l'affermazione dell'igiene ospedaliera e domestica;
  3. I fiammiferi a frizione: invenzione attribuita al farmacista John Walker di Stockton-on-Tees, che nel 1826-1827 combinò solfuro d'antimonio, cloruro di potassio, gomma e amido per realizzare i primi fiammiferi a sfregamento commerciali;
  4. Galenica alimentare e prodotti di consumo: elaborazione di formulazioni aromatiche e salse medicinali per stimolare l'appetito e la digestione, tra cui la celebre salsa Worcester (Worcestershire sauce), messa a punto negli anni Trenta dell'Ottocento dai farmacisti John Wheeley Lea e William Henry Perrins nella loro bottega di Broad Street a Worcester.

L'istituzionalizzazione della professione e l'eredità storica

La parabola illustrata dalla serie documentaria evidenzia il passaggio dalla figura eterogenea dell'antico speziale-droghiere al moderno farmacista abilitato. Nel corso dell'epoca vittoriana tale transizione fu sancita dalla nascita della Pharmaceutical Society of Great Britain nel 1841 e dall'approvazione dei Pharmacy Acts del 1852 e del 1868, che introdussero registri professionali obbligatori, esami di abilitazione statali e norme rigorose per la custodia e la vendita delle sostanze tossiche.